SPAGNA: MADRID e ISOLE CANARIE (Agosto 2009)
MADRID e FUERTEVENTURA (dall'1 al 14 Agosto 2009)

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Foto di Madrid (palazzi della Gran Vía)
Foto di Madrid
MADRID: Puerta del Sol
Cartina politica della Spagna

Foto di Fuerteventura (Costa de Antigua)
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PREAMBOLO E RACCONTO DI MADRID (dall'1 al 4 Agosto 2009) - Con l'ormai collaudata compagnia aerea "Easy Jet", Morgana ed io siamo partiti da Milano Malpensa in direzione di Madrid Barajas per cominciare un viaggio un po' diverso dal solito: grande città e mare relativamente esotico. Infatti dopo i tre giorni di permanenza a Madrid, siamo ripartiti dalla capitale iberica con direzione Fuerteventura, nelle Isole Canarie, per passare nove giorni di mare e tranquillità. Tutti i quattro voli, cioè sia l'andata Milano-Madrid, che il tratto Madrid-Fuerteventura e relativi ritorni, sono sempre stati effettuati con la compagnia aerea inglese menzionata giusto poche righe fa. Appena atterrati a Madrid, ci siamo immediatamente accorti di quanto fosse cambiato l'aeroporto rispetto al 2005, anno in cui vi facemmo scalo per andare in Messico. Ora l'aeroporto è stato ristrutturato e dal 2006 beneficia di un nuovo e scintillante terminal, così i terminal sono diventati ben quattro; con queste ultime modifiche, Barajas è divenuto l'aeroporto più grande del mondo per quello che concerne la superficie dei terminal. Madrid è la capitale della Spagna ed è, con una popolazione superiore ai tre milioni di abitanti, la maggiore e più importante città dell'intero paese. Gli abitanti di Madrid, per numero, sono il doppio di quelli di Barcellona. Madrid si trova esattamente al centro della Spagna, nell'altopiano della Meseta, a 667 metri di altitudine, in una zona arida e brulla. Il fatto che sia ubicata in posizione rialzata sull'altopiano della Meseta è visibile anche dall'aereo, appena prima di atterrare, quando si sorvolano colline e piccole monti, oppure basta uscire dal centro cittadino per vedere le alture che attorniano la città (dal finestrino dell'aereo il suolo attorno alla capitale spagnola sembra un patchwork di tutte le sfumature del marrone). Il clima a Madrid d'estate è torrido, ciononostante è poco afoso, per cui grazie ad una lieve ventilazione è possibile sopportare tranquillamente la calura. Nei nostri giorni di vacanza siamo stati fortunati in quanto le temperature non sono mai salite sui 40 gradi (come spesso accade), ma sono rimaste appena superiori ai 30 gradi di giorno e fresche di sera. Per descrivere in poche frasi la città di Madrid, direi che i monumenti sono eleganti, sfarzosi ed imponenti, arricchiti con molteplici dettagli, mentre gli spazi sono ampi, essendoci larghi viali e giardini, che si alternano a strade attorniate da splendidi palazzi antichi. La città ha caratteri che la fanno assomigliare contemporaneamente a molte città diverse fra loro (per esempio molte strade, dette boulevard, grazie al ricercato ventaglio di stili che vanno dal barocco al liberty, ricordano Parigi, mentre la Gran Vía, ossia il cuore commerciale di Madrid, ha un qualcosa della grandi città d'oltreoceano). Madrid infatti è un mix di austerità e di fasti regali della vecchia Europa, senza però rinunciare alla modernità e alle compere negli attrezzatissimi negozi. Madrid senza esagerazioni è davvero una città di rara bellezza, con un patrimonio artistico e architettonico che non ti aspetti. Dall'aeroporto, distante dal centro un quindicina di chilometri, è comodissimo il collegamento diretto con la linea numero 8 della metropolitana, che, con un solo Euro di sovrapprezzo, ti permette di raggiungere ogni luogo in città (è una delle poche città al mondo, in cui è possibile prendere direttamente la metropolitana dall'interno dell'aerostazione e arrivare in centro). L'aeroporto si trova a nord-est rispetto al centro e basta un quarto d'ora di viaggio in metropolitana per congiungerlo alla città. La metropolitana è il mezzo più comodo per spostarsi a Madrid, infatti grazie alle sue dodici linee copre gran parte della città; le stazioni sono in linea di massima recenti, ben tenute e soddisfacenti, però è anche possibile che ci si imbatta in qualche stazione un po' più vecchiotta e sgangherata (i biglietti di solito si acquistano direttamente nelle stazioni, presso gli sportelli o presso i distributori automatici, ci sono poi dei mini abbonamenti di dieci corse ciascuno al prezzo di circa 6,5 Euro). Madrid, pur essendo molto vasta, è comunque una città nella quale è piacevole passeggiare; per chi non è pigro, la città non è impossibile da girare a piedi, visto che più o meno le attrazioni principali sono a distanze accettabili le une dalle altre, evitando così anche i mezzi pubblici. Per mangiare, sia pranzo, che cena, in tutte le parti più centrali della città non c'è che l'imbarazzo della scelta, fra ristoranti, bar, pizzerie, fast food, tavole calde, pub, per ogni tipo di esigenza e di budget. Madrid nel suo insieme mi è piaciuta al di là di qualsiasi pronostico, molto di più di quanto mi fossi immaginato.
-ORDINAMENTO DEI MONUMENTI VISITATI- Il primo giorno (l'1 Agosto 2009) abbiamo visto nell'ordine: il Teatro Real in Plaza de Isabel II (alla fermata della metro Ópera), la Gran Vía, Plaza de Oriente, il Palacio Real (Palazzo Reale in italiano), la Catedral de Nuestra Señora de la Almudena, il Museo Centro de Arte Reina Sofía - Museo Reina Sofía (Museo Regina Sofia in italiano) ed il Paseo del Prado con visuale del Jardín Botánico de Madrid. Il secondo giorno (il 2 Agosto 2009) abbiamo visto nell'ordine: la Puerta del Sol, Calle de Alcalá, il Museo del Prado, la Parroquia de San Jerónimo el Real (proprio dinnanzi ad uno degli ingressi del Prado), l'Obelisco Dos de Mayo (procedendo verso Plaza de Cibeles), i palazzi di Calle de Montalbán (appena prima dell'incrocio fra Plaza de Cibeles e Calle de Alcalá), Plaza de Cibeles, Plaza de España, Calle de Atocha e il Ministerio de Agricultura (nella congiunzione Calle de Atocha con il viale Paseo de la Infanta Isabel). Il terzo giorno (il 3 Agosto 2009) abbiamo visto nell'ordine: Calle Mayor, Plaza Mayor, Plaza de la Villa, la Basílica de San Francisco el Grande, la Puerta de Toledo, Plaza de Castilla e il Parque del Retiro (Jardines del Buen Retiro). Il quarto giorno (il 4 Agosto 2009), prima di dirigerci in metropolitana verso l'aeroporto e partire per Fuerteventura, nella mattinata abbiamo ancora ripercorso i luoghi più centrali della città, come: la Gran Vía, la Puerta del Sol e Calle de Alcalá.
La Gran Vía o Calle Gran Vía (fermate della metro Callao e Gran Vía), collega di fatto Plaza de España con Calle de Alcalá. Fragorosa e rutilante la Gran Vía, è la grande arteria stradale che taglia il centro della città e che rende Madrid una vera e propria metropoli. La via è ricca di edifici più o meno moderni che ripercorrono tutti gli stili architettonici e tutti i canoni di bellezza utilizzati nel secolo scorso e in quello precedente ancora. I suoi edifici sono il frutto di una mescolanza di stili, ci sono aperture neoclassiche, fantasie neobarocche e impressioni di liberty (andando dallo stile neobarocco, all'edilizia signorile di fine Ottocento, fino agli stili liberty e modernista di metà secolo, per passare anche all'influenza franchista, eccetera). La Gran Vía fu progettata alla fine dell'Ottocento, ma i lavori per la Gran Vía ebbero inizio solo nel 1910, in piena Belle Époque, quando Madrid era capitale di eleganza e mondanità (emblema di ciò è l'elegantissimo Edificio Metrópolis). Nella strada svetta anche il primo grattacielo di Madrid, l'edificio della Compañía Telefónica (datato 1926-1929, di ottantuno metri di altezza, progettato dall'architetto statunitense Lewis S. Weeks). Dalla Gran Vía partono numerosi corsi pedonali piedi zeppi di negozi e fiumane di persone; c'è di tutto come centri commerciali, grandi magazzini (vedi "El Corte Inglés" e "Fnac"), sale giochi, negozi più intimi e così discorrendo. Le maggiori vie con negozi, store e quant'altro, che si congiungono alla Gran Vía, sono Calle de la Montera, Calle del Carmen e Calle de Preciados; percorrendo tutte queste tre strade si arriva fino alla Puerta del Sol. Il nostro hotel era proprio nel mezzo della Gran Vía, all'altezza della fermata della metropolitana Callao ("Hotel Regente"). Plaza de Oriente, raggiungibile a piedi con pochi passi dopo aver superato il Teatro Real, è una magnifica piazza di Madrid, situata ad est del Palazzo Reale, nella quale spicca il Monumento a Filippo IV di Spagna, oltre ad un'imponente facciata del Palazzo Reale; attorno alla piazza è tutto un susseguirsi di aiuole, alberi, statue e parchi (Jardines del Cabo Noval e Jardines Lepanto). Il Palazzo Reale, sede dei reali spagnoli, fu fatto costruire per ordine di Filippo V, i lavori iniziarono per opera di Filippo Juvara e Battista Sacchetti nel 1737 e terminarono nel 1764. L'esterno del complesso si ispira espressamente al Palazzo del Louvre di Parigi, essendo in stile tardo barocco italiano, mentre l'interno possiede stanze arredate in stile rococò. La Catedral de Nuestra Señora de la Almudena è dal 1993 la Cattedrale di Madrid; la sua facciata fronteggia il lato sud del Palazzo Reale, quello dal quale entrano i visitatori. La costruzione della Cattedrale di Almadena iniziò alla fine del XIX secolo con una struttura neogotica grazie al progetto di Francisco de Cubas, con grande cripta in stile neoromantico e non fu mai completamente terminata fino al 1993, anno in cui fu consacrata da Papa Giovanni Paolo II (per porre fine ai lavori ci vollero complessivamente più di cento anni). Il Museo Regina Sofia (gratuito durante il weekend, in particolare il sabato è gratis tutto il pomeriggio, mentre la domenica è gratis durante tutta la mattinata), è uno dei migliori musei al mondo di arte moderna, contenente dipinti di Picasso (fra cui spicca l'epocale "Guernica"), Dalí, Magritte, Miró e tanto altro ancora. L'esterno, in Calle de Santa Isabel, punto in cui c'è l'entrata è inconfondibile, grazie alla sua torre di vetro, dentro alla quale si innalza l'ascensore. Si arriva al Museo Regina Sofia con la metro, scendendo alla fermata Atocha, dove si trova anche la grande stazione ferroviaria Estación de Atocha (tristemente famosa per la serie di attentati islamici dell'11 Marzo 2004, che insanguinarono la stazione con centinaia di vittime). La Puerta del Sol è il cuore di Madrid, il chilometro zero dal quale si contano le distanze della rete stradale spagnola, oltre ad essere il punto di incontro per chi desidera frequentare i tavolini all'aperto di un bar o fare compere nei molteplici negozi. Nella piazza c'è il Palazzo delle Poste, la Statua di Carlo III e la Statua dell'Orso e del Corbezzolo. Tale statua, in pietra e bronzo, raffigura un orso che addenta una pianta di corbezzolo (madroño in spagnolo), tutto ciò è diventato uno dei simbolo più amati di Madrid e appare anche nello scudo cittadino. Dalla Puerta del Sol è facilissimo raggiungere la Gran Vía e Calle de Alcalá. La fermata della metropolitana per la Puerta del Sol è Sol. Calle de Alcalá è l'altra strada importantissima di Madrid, in cui si trova la Puerta de Alcalá (ordinata dal Re Carlo III e messa in opera dall'architetto Francesco Sabatini), il Circulo de Bellas Artes (Bella Artes), l'Edificio Metrópolis (uno dei più suggestivi palazzi di Madrid, posto all'imbocco con la Gran Vía e datato 1911), il Museo de la Real Academia de Bellas Artes San Fernando e il Banco Español (banca vicino alla Puerta del Sol). Calle de Alcalá ha i suoi due estremi nella Puerta del Sol e nella Puerta de Alcalá. Il Museo del Prado si trova in una splendida zona di Madrid, avvolto nel verde e nella quiete di molti alberi, alla fermata della metropolitana Banco de España, proprio nel pieno centro cittadino. Tra le mura del palazzo e l'ambiente esterno c'è un connubio di armonia ed equilibrio, che già fa presagire tutta la magnificenza delle opere che il Prado contiene. Prima di fare la fila per entrare nel museo, passeggiando lungo il viale alberato Paseo del Prado, è possibile fare una sosta nell'ombreggiato Jardín Botánico. Si può definire il Prado come una delle pinacoteche più importanti del mondo, sia per il numero delle opere contenute, che per la loro importanza. Goya e Velázquez sono i pittori dei quali all'interno del Prado si possono ammirare le maggiori opere; non mancano però tutti gli altri grandi pittori della storia, come Veronese, Caravaggio, Botticelli, Raffaello, Tiziano, El Greco, Bosch, Brueghel e chi più ne ha, più ne metta. Ogni domenica l'ingresso è gratuito dopo le ore 17. Se si volesse scendere alla fermata della metropolitana Atocha, quella per il Museo Regina Sofia, anche da qui è possibile raggiungere il Prado a piedi (attraversando Calle de Atocha e prendendo l'attiguo Paseo del Prado). Poco distante dal Museo del Prado si trova Plaza de Cibeles, punto importantissimo di Madrid, in quanto incrocio delle principali direttrici viarie della metropoli madrilena (all'intersezione di Calle de Alcalá con il Paseo de Recoletos ed il Paseo del Prado). Al centro della enorme piazza, sempre trafficatissima, c'è la celebre Fuente de Cibeles, fontana scolpita nell'anno 1782; dietro di essa si erge il Palacio de Comunicaciones (del 1917), che fu progettato come sede per la Sociedad de Correos y Telégrafos della Spagna, oggi è sede del comune di Madrid, mentre dalla parte opposta rispetto al Palacio de Comunicaciones, si trova la sede centrale del Banco de España (del 1891). Se ci troviamo ai piedi del Palacio de Comunicaciones e attraversiamo Calle de Alcalá, situato tra il Paseo de Recoletos e Calle de Alcalá, c'è invece il Palacio de Linares (finito nel 1900). La Fuente de Cibeles insieme al Palacio de Comunicaciones sono fra le attrazioni più conosciute della città. Plaza de España è un'altra grande piazza della città, con palazzi altissimi (la Torre de Madrid del 1959, di trentatré piani, alta ben centoventiquattro metri e l'Edificio España, del 1953, di ventisei piani, alto centodiciassette metri), aiuole e al centro la Statua di Don Chisciotte della Mancia dedicata a Miguel de Cervantes (autore del romanzo al quale si riferisce la statua). Plaza Mayor, esteticamente, è la migliore piazza madrilena, tutta con i portici e i negozi con le insegne antiche in legno (antichi sono anche gli interni dei negozi, in stile vecchia bottega, con arredamenti di una volta). Nella piazza campeggia la Casa de la Panadería, un palazzo rossastro di generosa stazza. Partendo dalla piazza della Puerta del Sol e prendendo Calle Mayor, si arriva in Plaza Mayor; in questa maniera si può fare una bellissima passeggiata lungo Calle Mayor, osservando le vetrine dei negozi e i suoi monumenti. Vicinissimo a Plaza Mayor, è possibile fermarsi al Mercado de San Miguel in una traversa di Calle Mayor, esso è un ordinato ed elegante mercato coperto, in cui in prevalenza si vendono articoli gastronomici. Un po' più avanti in Calle Mayor, in direzione del Palazzo Reale e della Catedral de Nuestra Señora de la Almudena, si incontra Plaza de la Villa, con il suo edificio comunale (l'Ayuntamiento - Casa Consistorial). Da Calle Mayor, proseguendo verso sud, in direzione della Puerta de Toledo, dopo aver oltrepassato Calle de Segovia e l'area del suo ponte, si giunge alla Basílica de San Francisco el Grande, chiesa con doppio campanile di color giallino e possente cupola. Dopodiché, non lontano dalla basilica, si staglia la Puerta de Toledo (porta simile alla Puerta de Alcalá). Puerta de Toledo ha l'omonima fermata della metropolitana. Plaza de Castilla è un'enorme e moderna piazza madrilena a nord del centro, la fermata della metro ha lo stesso nome della piazza. Qui si trovano i due grattacieli gemelli Torres Kio e il monumento a José Calvo Sotelo. I due grattacieli, chiamati Puerta de Europa, sono fra i più alti di Madrid, con i loro centoquattordici metri e circa trenta piani; la loro grande peculiarità è di essere inclinati l'uno verso l'altro del quindici per cento rispetto la verticale. Le Torres Kio sono fatte di cristallo scuro e danno un bel colpo d'occhio sul Paseo de la Castellana. Parque del Retiro è il più vasto parco della città, ma per vasto si intende davvero enorme. E' il polmone verde di Madrid, con laghetti e statue, alberi e fiori e nel complesso con una vegetazione davvero notevole. E' talmente esteso che un lembo è situato nei dintorni della stazione Atocha, qualche strada dietro al Jardín Botánico, mentre l'altra estremità, ove c'è la fermata delle metropolitana Retiro, si trova nelle strette vicinanze di Calle de Alcalá. Noi siamo entrati nel parco dall'ingresso della Puerta del Ángel Caído, dopo aver transitato lungo Paseo del Duque Fernán Núñez (viale alberato alle spalle del Jardín Botánico).

INTRODUZIONE E RACCONTO DI FUERTEVENTURA (dal 4 al 14 Agosto 2009) - Geograficamente, Fuerteventura è un'isola subtropicale appartenente all'arcipelago delle Isole Canarie, nell'Oceano Atlantico, al largo della costa africana (esattamente a cento chilometri al largo della costa africana tra il confine del Marocco con il Sahara Occidentale). Per la latitudine, la stessa di Messico e Florida per intenderci, l'isola ha un clima praticamente tropicale (seppur secondo la classificazione ufficiale risulti essere ancora subtropicale). E' infatti chiamata l'isola dell'eterna primavera, in quanto le variazioni tra una stagione e l'altra sono minime: l'inverno è piacevolmente tiepido con temperature diurne medie intorno ai 23-25 gradi e temperature notturne medie intorno ai 18 gradi (non si scende praticamente mai al di sotto dei 16-17 gradi); l'estate è di qualche grado più calda con temperature diurne medie intorno ai 27-28 gradi e temperature notturne medie intorno ai 20-21 gradi. Il tutto è sempre condito da una brezza costante, che rende sopportabile il caldo e rende il clima assai secco. Fuerteventura è un'isola completamente arida, con deserto ovunque e vegetazione quasi del tutto assente, per cui il clima è sì subtropicale, ma risulta essere anche desertico per la scarsissima concentrazione di piogge. L'isola è spesso battuta da venti forti, i venti alisei, da qui il nome Fuerteventura, cioè "forte vento". Seppur sia possibile fare il bagno in mare in ogni periodo dell'anno, la temperature dell'oceano è piuttosto fresca, arrivando ad un massimo di 23-24 gradi in estate. Fuerteventura era da un po' che mi interessava, infatti non ha disatteso le mie aspettative, poiché è senza mezzi termini meravigliosa. Eufemismi a parte, la bellezza dell'isola è data dalla varietà di paesaggi e dal mare cristallino. Fuerteventura è piccola, con una forma allungata (è lunga circa cento chilometri e larga circa venti chilometri), malgrado ciò possiede paesaggi tanto vari: si passa dalle numerose zone desertiche e aride, con rocce rossastre o nere vulcaniche, alle montagne dell'interno, che sembrano disegnate coi pastelli, fino ai deserti con le dune tipiche del Sahara, tutto incorniciato da un mare azzurro e tropicale. Per girare l'isola la soluzione più comoda è quella di prendere un'auto a noleggio, se no è anche possibile fare affidamento sugli autobus locali, che partono dalla capitale Puerto del Rosario e servono le maggiori direttive turistiche dell'isola. Certo che per godersi Fuerteventura a pieno, fermandosi nei vari luoghi e poi ripartendo per altri, è sicuramente meglio l'automobile. Noi abbiamo optato per l'auto a noleggio, prendendola direttamente in hotel e pagando molto poco ed in contanti, senza neanche la carta di credito; infatti a Fuerteventura è possibile noleggiare auto un po' ovunque (meglio farlo nei vari "Rent a car" locali, piuttosto che affidarsi alle tradizionali compagnie internazioni che si trovano in aeroporto e che sono assai care). Abbiamo chiesto l'auto in hotel per una settimana, dopodiché ci è stata immediatamente recapitata e abbiamo pagato direttamente al noleggiatore tutta quanta la somma (ci hanno fatto aspettare il veicolo solo mezz'ora e ci hanno dato una "Renault Twingo" nuova, con chilometraggio illimitato e assicurazione compresa). In più a Fuerteventura la benzina costa pochissimo rispetto a noi (si aggira intorno ai 0,60-0,70 Euro al litro) e girare l'isola in lungo e in largo non è difficile, poiché c'è praticamente un'unica strada principale che la taglia longitudinalmente. Calcolando tutto il girovagare che abbiamo fatto, avremo percorso più o meno 1.500 km; le statali sono in linea di massima in buone condizioni. Fuerteventura presenta tante strutture ricettive, ma ora come ora, sono ben amalgamate con lo strepitoso ambiente naturale dell'isola; le strutture sono dislocate nelle località più turistiche, quasi tutte lungo la costa orientale, ed hanno uno spirito pacato e allegro, che ricorda un po' il Centro e Sud America. L'interno di Fuerteventura è in buona parte montuoso, qui vi sono gli antichi paesini, nei quali si vive ancora secondo i ritmi e le tradizioni delle Isole Canarie (si deve pensare che il turismo nell'isola è iniziato in maniera molto blanda solo a metà degli anni Settanta del secolo scorso e che certe comodità, come l'energia elettrica, sono arrivate moltissimi anni dopo rispetto al resto d'Europa). Nelle località turistiche quasi tutte le case sono nuove, così come lo sono quasi tutti gli hotel (specialmente i resort più ampi), segno di quanto l'urbanizzazione nell'isola si sia espansa negli ultimi anni e di quanto si espanderà in futuro. Le Isole Canarie hanno come fuso orario un'ora indietro rispetto alla Spagna continentale, per cui un'ora indietro anche rispetto all'Italia.
-4 Agosto 2009- Dopo essere partiti da Madrid Barajas, con un volo della durata di circa tre ore, siamo giunti nell'isola delle Canarie. L'aeroporto di Fuerteventura si trova esattamente a metà strada fra Puerto del Rosario, il capoluogo dell'isola, e Costa de Antigua, la località nella quale avevamo la prenotazione alberghiera (ci siamo affidati ad un taxi per sopraggiungere il prima possibile a destinazione; i taxi non sono per niente cari). Abbiamo soggiornato presso "La Piramide Hotel". Costa de Antigua, sotto la municipalità di Antigua, è una giovane località balneare, con alberghi, appartamenti e case affittate dai turisti. Non ha niente di che, se non un bel lungomare, con in basso l'Oceano Atlantico e i suoi toni di blu intenso. Una serie di pareti rocciose formate da scogliere laviche, che scendono a picco sul mare, dividono infatti il lungomare dalle acque sottostanti. Il punto in cui c'è la passeggiata è rialzato rispetto al mare, poiché la costa è alta e rocciosa e le acque in questo punto hanno onde piuttosto intense. Attorno tutto è scaldato dai forti colori del deserto. Sul lungomare di Costa de Antigua non è difficile incontrare i teneri scoiattoli delle Canarie. Per chi volesse usare gli autobus, anche Costa de Antigua è collegata con la capitale e con l'aeroporto. La vera località di rilievo nelle vicinanze è Caleta de Fuste (a circa cinque chilometri più sud). Caleta de Fuste, oltre ad avere tutte le attrazioni per passare una bella vacanza (ristoranti di ogni genere e prezzo, svariati negozi, un centro commerciale e così via) ha anche una graziosa spiaggia. L'arenile di Caleta de Fuste è semicircolare e forma un porto naturale; qui ci sono barche e pescherecci, però le acque rimangono pulite e basse, per cui è un piacere fare il bagno. Anche la spiaggia, come del resto tutta la località di Caleta de Fuste, è molto attrezzata per il turismo, per cui non manca nulla (sia in ambito di ristorazione, sia in ambito di shopping). Tutta l'area attorno alla spiaggia, con gli hotel, gli alberghi, i ristoranti e la spiaggia stessa, prende il nome di El Castillo (la spiaggia si chiama infatti Playa del Castillo), mentre l'attiguo porticciolo turistico si chiama neanche a dirlo Puerto Castillo. Caleta de Fuste, come detto poco fa, ha acque trasparenti e celesti, tant'è che all'altezza del Puerto Castillo, ove è presente una palafitta adibita a negozio di souvenir, nuota costantemente una colonia di pesci tropicali colorati. Puerto Castillo è inconfondibile poiché vi svetta un faro di colore marrone. Il centro di Caleta de Fuste invece si adagia qualche centinaio di metri più spostato verso l'interno rispetto alla costa (comunque anche il centro fa parte dell'area chiamata El Castillo, infatti da esso si giunge in spiaggia in pochi minuti a piedi). Qui si può fotografare l'Oficina de Turismo, ossia un edificio in stile canario, che sembra proprio ispirarsi a quello messicano. Anche in centro non mancano i resort, gli hotel piccoli, i negozi e soprattutto non mancano i ristoranti. Nel complesso gli hotel vari, le case e i negozietti di Caleta, sono quasi tutti bassi senza rovinare l'impatto visivo e hanno colori sobri, ma senza esagerazioni. Tutta l'area di Caleta de Fuste è in espansione, in continua costruzione; per ora è ancora tutto sommato godibile, allegra e soprattutto senza edifici e palazzoni alti che non c'entrano nulla con la quieta dell'isola. Le vie nei dintorni della spiaggia sono ordinate e adornate con lussureggianti palme e fiori tropicali. Praticamente tutte le sere di vacanza abbiamo sempre fatto un giretto a Caleta de Fuste (di sera Caleta si anima di turisti, con luci e negozi aperti, per fortuna però è ancora una località tranquilla, senza baccano e senza movida devastante).
-5 Agosto 2009- Ci siamo diretti a Corralejo, nel punto più a nord dell'isola. Corralejo è probabilmente uno dei posti più suggestivi di Fuerteventura: vi sono chilometri di dune beige ed un mare paradisiaco, con colori che toccano tutte le tonalità dell'azzurro. E' il deserto che si tuffa nel mare, infatti prima di passeggiare sulle dune di sabbia di Corralejo, non avevo mai avuto la fortuna di vedere un vero deserto in stile Sahara. Dopo i chilometri e chilometri di dune di sabbia chiara, all'orizzonte si vede il mare. Le spiagge e le dune di Corralejo, chiamate Dunas de Corralejo, sono un parco naturale protetto, perciò nella zona si è cercato di limitare la costruzione di strutture turistiche (per questo motivo e per fortuna, nelle Playas de Corralejo di hotel ce ne sono soltanto due). Le spiagge nelle quali sorgono gli hotel si chiamano Grandes Playas ed hanno anch'esse un mare da sogno, che non ha niente da invidiare alle località caraibiche. Nelle spiagge di Corralejo, quando spira il vento, è abituale vedere gente che pratica surf o kitesurf. Arrivando da Costa de Antigua, si supera l'aeroporto ed il bivio per Puerto del Rosario, poi si prosegue passando in mezzo a territori completamente desertici, nei quali è possibile vedere dei piccoli rilievi montuosi di colore rossastro, come ad esempio la superlativa Montaña Roja. Alcuni chilometri dopo, iniziano le dune di sabbia chiara e le meravigliose spiagge di Corralejo. In questo tragitto stradale si possono ammirare i due tipi di deserti dei quali è composta Fuerteventura. Poco distante dalle Playas de Corralejo, sorge il centro abitato di Corralejo. Corralejo è una cittadina di circa tredicimila abitanti, posta proprio sulla punta nord dell'isola. Nonostante sia una delle mete turistiche più gettonate di Fuerteventura, con attrazioni varie e luoghi ricettivi (come ad esempio i molti hotel e il Parque Europa - Baku), risulta essere ancora una località piuttosto tranquilla, con strade e vie all'insegna del più classico stile sonnecchiante canario. Di sera il discorso cambia leggermente, infatti il centro si anima molto di più che nelle ore diurne (praticamente Caleta de Fuste è la versione in miniatura di Corralejo città). Il traffico lungo la strada principale, quella che taglia la città, è abbastanza sostenuto.
-6 Agosto 2009- Al mattino siamo andati alla famosa spiaggia di El Cotillo. Per raggiungerla bisogna oltrepassare Corralejo e la punta nord dell'isola e scendere per qualche chilometro nella costa occidentale. Da Corralejo, si segue la strada in direzione Lajares, essa scorre con di lato delle stupende falesie rossastre, quindi si attraversa una zona montuosa e lavica (Malpaís de Huriamen) e si arriva al bivio per Lajares, si gira a destra e si entra nel paese; a questo punto proseguendo ancora oltre, dopo alcune montagne, c'è il paesino di El Cotillo, facente parte del comune di La Oliva. Esso è un piccolo paese nella costa occidentale, nel nord di Fuerteventura, dalla tipica impronta canaria. Pochi chilometri dopo c'è il mare. La spiaggia di El Cotillo è immensa, con sabbia bianchissima, acque limpide, basse e turchesi, pochi alberghi e un'atmosfera meravigliosa. L'incredibile serie di spiagge e calette dalla morbida sabbia bianca, con acque caraibiche e rocce nere laviche, invogliano a trascorrere una giornata a crogiolarsi al sole, a bagno e sulla battigia. Noi ci siamo fermati nella Playa del Castillo, la più famosa fra le spiagge presenti. El Cotillo è l'unica località della costa occidentale che abbiamo visitato, poiché questa costa è mal servita dalle strade (tante strade sono in terra battuta) ed è più rocciosa e aspra rispetto alla costa orientale. Nel pomeriggio, tornando indietro verso Costa de Antigua, ci siamo fermati a Puerto del Rosario. Come già detto è il capoluogo o capitale di Fuerteventura, con una popolazione di circa ventunomila abitanti. La città non ha nulla di particolare, se non delle belle aiuole fiorite, un esteso porto e tante vie con case bianche quadrate che ricordano di essere molto vicini all'Africa. Dopo una sosta nello sfarzoso centro commerciale Las Rotondas, abbiamo proseguito verso la spiaggia della città: Playa Blanca. Tale spiaggia, posta nella periferia di Puerto del Rosario, in direzione dell'aeroporto, è abbastanza grande, con sabbia chiara e mare azzurro. Qui c'è sempre vento e ci sono anche diverse onde. Dalla spiaggia di Playa Blanca si vede la sagoma dei palazzi di Puerto del Rosario.
7 Agosto 2009 Siamo andati verso il profondo sud dell'isola, ove le strade diventano estremamente tortuose e i paesaggi sono assai suggestivi (si vedono deserti sconfinati, montagne con spigolose pareti rocciose, colline, valli con qualche arbusto, insomma un paesaggio che continua a mutare, pur mantenendo un unico denominatore comune, quello dell'essere tutto brullo ed enormemente aspro). Ci sono moltissime capre selvatiche nei campi di Fuerteventura, che brucano quelle pochissime erbe che si fanno largo tra le croste del suolo bruciato dal sole. Partendo sempre da Costa de Antigua, dopo aver passato la zona degli hotel di Caleta de Fuste, andando in direzione di Costa Calma, Jandía e Morro del Jable, abbiamo proseguito per molti chilometri nei quali sembrava non esserci anima viva e poi siamo giunti Tarajalejo (si transita nella Valle di Tarajalejo). La località di Tarajalejo presenta una peculiarità nel contesto dell'isola Fuerteventura, infatti la sua spiaggia è composta di sabbia nera di origine vulcanica. Poi il viaggio continua ed è tutto deserto fino a Costa Calma. Costa Calma è una meta ambita per le vacanze, in quanto è una località turistica nella quale vi sono numerosissimi hotel ed anche un bel mare. Il centro turistico di Costa Calma è ben organizzato e non fa mancare nulla ai suoi visitatori; una fra le spiagge più frequentate di Costa Calma è protetta e attorniata da alte scogliere. Salendo su queste scogliere, si gode un panorama bellissimo dell'oceano e della sabbia dorata di sotto. Lungo la statale nei pressi di Costa Calma c'è l'Oasi Park La Lajita, vale a dire un parco zoologico e botanico con abbondanza di flora e fauna. Oltrepassando Costa Calma, non molti chilometri più a sud, iniziano le spiagge della penisola di Jandía, in questa zona si trovano nuovamente le dune di sabbia chiara, simili a quelle di Corralejo. Noi ci siamo fermati nella stupenda Playa de la Barca, che fa del gruppo di spiagge di Jandía (chiamate Playas de Jandía, o semplicemente Playa de Jandía che è lo stesso). Per arrivare a Playa de la Barca bisogna seguire le indicazioni stradali dalla statale per Morro del Jable, infatti vi è un bivio e una stradina che scende verso il mare; l'auto è possibile parcheggiarla vicino a due grandi hotel che si trovano all'ingresso della spiaggia (questi hotel sono gli unici della zona, non danno per niente fastidio e non deturpano l'ambiente naturale, anzi non si vedono nemmeno, vista l'immensità dell'arenile). Le migliori spiagge di Jandía prendono il nome di Playas de Sotavento de Jandía (o semplicemente Playa de Sotavento de Jandía che è lo stesso). In generale Playa de Jandía è lunga chilometri, enorme, tanto da non vederne la fine ed è a dir poco fantastica. E' sempre battuta da un vento fortissimo e vi è un oceano da lasciar a bocca aperta, esterrefatti per la sua incredibile bellezza (il mare ha tutte le sfumature del verde e del blu, mentre la sabbia è di color oro). Le prime considerazioni che si fanno, appena si giunge in queste spiagge sono che: la spiaggia è così immensa da sembrare un'autostrada di sabbia e le acque sembrano acque minerali colorate con acquarelli di color verde e turchese. Qui, più che in ogni altro luogo di Fuerteventura, si praticano vela, surf, windsurf e kitesurf per il vento costante (sull'isola spirano gli alisei durante l'estate e d'inverno sono frequenti onde intense di marea).
-8 Agosto 2009- Al mattino abbiamo fatto un giretto al mercato di Caleta de Fuste. Il mercatino, poiché è decisamente piccolo, viene allestito al sabato in una piazzola in mezzo a delle graziose casette, dalla parte opposta rispetto al mare (arrivando da Costa de Antigua, alla rotonda, invece di girare a sinistra verso El Castillo, bisogna girare a destra). A metà mattinata siamo ripartiti alla volta di Corralejo, con una piccola sosta a Puerto del Rosario. Giunti a Corralejo, seguendo le indicazioni stradali, ci siamo indirizzati verso il porto della cittadina, luogo dal quale partono i traghetti per le isole vicine a Fuerteventura (sui cartelli stradali sono indicati i traghetti per Puerto del Carmen a Lanzarote). Il porto si trova proprio sulla punta nord dell'isola e ci si arriva dopo aver oltrepassando il centro della cittadina di Corralejo. Visto che il biglietto per Lanzarote costava troppo caro, abbiamo deciso di visitare l'Isla de Lobos, facente sempre parte dell'arcipelago di Fuerteventura (o meglio è l'unica isoletta di Fuerteventura). La navigazione con il traghetto dura poco meno di mezz'ora, momenti nei quali si vede il lungo profilo desertico di color beige di Fuerteventura che si allontana e l'avvicinarsi della sagoma marrone dell'Isla de Lobos. Questo isolotto è disabitato, è prettamente roccioso e si presenta agli occhi dei viaggiatori con dei paesaggi lunari. Il mare è ovviamente bellissimo, peccato però che ci sia praticamente un'unica spiaggia, un po' troppo affollata dai turisti di giornata. A sera, quando tutti i turisti ritornano a Fuerteventura, la spiaggia dell'isoletta torna libera e Isla de Lobos torna disabitata. Una volta rientrati sull'isola di Fuerteventura, prima che si facesse sera, siamo tornati nella zona di Caleta de Fuste. Precisamente ci siamo diretti appena dopo i confini di Caleta, in direzione di Morro del Jable, fermandoci a Salinas del Carmen e dando un'occhiata alla pacifiche spiagge nei paraggi. Salinas del Carmen o Las Salinas del Carmen è un sobborgo composto da pochi abitanti, con una spiaggetta semicircolare e una distesa di saline (in mezzo alle saline c'è il curioso scheletro di un'enorme balena e, sinceramente, non saprei dire se è vero oppure riprodotto). Non ancora soddisfatti di tutta la tumultuosa giornata, abbiamo fatto sosta presso il centro commerciale Atlántico di Caleta de Fuste, situato nella zona dei grandi hotel di Caleta, proprio sul lungomare (a poca distanza in linea d'aria da El Castillo). Il centro commerciale Atlántico, oltre ad avere svariati negozi, ha pure un bar-ristorante con vista sull'oceano (dal quale si ammira un paesaggio parecchio suggestivo).
09 Agosto 2009 Di buon mattino siamo di nuovo scesi fino al sud di Fuerteventura, in direzione di Costa Calma, Jandía e Morro del Jable. Come prima tappa, ci siamo fermati al mercato di Costa Calma (quando c'è, si solito la domenica, lo si vede dalla statale per Jandía e Morro del Jable). Dopodiché abbiamo proseguito per le Playas de Jandía. Su suggerimento di un italiano che abita da anni sull'isola, abbiamo raggiunto le remote spiagge di Mal Nombre e Butihondo (in auto si deve proseguire oltre il bivio di Playa de la Barca, seguendo le indicazioni per Morro del Jable, quindi attenersi alle indicazioni per le suddette spiagge e poi fare ancora qualche chilometro in strade sterrate e tortuose). Sia Playa de Mal Nombre, che Playa de Butihondo, fanno parte delle spiagge di Jandía ed hanno entrambe un meraviglioso oceano turchese, che si adagia in mezzo a colline ricoperte di dune di sabbia beige. Playa de Mal Nombre è una spiaggia da cartolina, la migliore fra le due, lunga chilometri, composta di sabbia chiara, un oceano con acque digradanti, che sfuma i suoi colori dal verde all'azzurro, e rocce traforate che la riparano in alcuni tratti. Playa de Butihondo, la più difficile da trovare, ha un mare calmo e azzurro tenue, con acque basse e cristalline, oltre ad avere un ristorante quasi sul bagnasciuga che prepara pesce appena pescato.
10 Agosto 2009 In mattinata ci siamo dedicati sia alla visita dell'interno dell'isola, dirigendoci come prima tappa verso la cittadina di La Oliva, che nuovamente alla costa di Corralejo. L'interno è completamente desertico, con montagne più o meno alte e stradine che serpeggiano in mezzo a questi paesaggi brulli. La Oliva, nel nord dell'isola, è un esempio di cittadina di Fuerteventura, nella quale il tempo sembra non trascorrere mai. Da visitare c'è la Iglesia Parroquia de Nuestra Señora de la Candelaria in Plaza de la Iglesia. Al pomeriggio, di nuovo nell'interno dell'isola, con visita di Tetir. Tetir, appena dopo Puerto del Rosario, in direzione La Oliva, è un piccolo centro urbano posto in mezzo ai monti. La peculiarità del paese è il suo campanile del 1883. I colori predominanti di queste piccole città e di questi piccoli paesi dell'interno di Fuerteventura sono il bianco e il marrone (nelle sue varie gradazioni).
11 Agosto 2009 Al mattino siamo tornati ancora una volta a Corralejo, per godere delle sue meravigliose spiagge e del suo mare azzurro (venendo da Puerto del Rosario, ci siamo fermati nella seconda spiaggia, mentre il giorno precedente ci eravamo fermati nella prima spiaggia). Le tipiche caprette di Fuerteventura si possono incontrare anche sulle spiagge di Corralejo. Al pomeriggio abbiamo fatto invece un giro per il centro città di Corralejo. Ritornando indietro, prima di sfilare a fianco di Puerto del Rosario, ci siamo soffermati a guardare il bel mulino a vento di Puerto Lajas (se ne vedono parecchi nell'isola di mulini a vento ed hanno svariate dimensioni).
12 Agosto 2009 L'ultimo giorno di vacanza lo abbiamo tenuto per rilassarci e stare tranquilli nella località dove alloggiavamo, cioè Costa de Antigua, fra una passeggiata sul lungomare ed un bagno nella piscina dell'hotel.
13 Agosto 2009 Il giorno della partenza per Madrid: abbiamo preso l'autobus da Costa de Antigua per andare all'aeroporto. Giunti a Madrid, abbiamo bivaccato tutta la notte in aeroporto, in attesa del volo mattutino per Milano Malpensa (con arrivo in Italia, il giorno successivo, cioè il 14 Agosto). E' stato un viaggio che ci ha regalato molte emozioni, poiché Madrid è una delle città più belle d'Europa e Fuerteventura è un'isola fantastica, dal sapore africano, degna di essere visitata nella sua interezza.

Guida: WEEKEND A MADRID, a cura di V. Zanolla, Giunti, 2007.
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Fuerteventura: El Cotillo; Puerto del Rosario; La Oliva
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Fuerteventura: Tetir; Puerto Lajas; Costa Calma
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Fuerteventura: Playa de la Barca (Jandía); Playa de Mal Nombre (Jandía); Playa de Butihondo (Jandía)


SPAGNA, diario di viaggio di Madrid e Isole Canarie

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