MALESIA: KUALA LUMPUR, ecc... (Luglio-Agosto 2013)

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Kuala Lumpur -Petronas Twin Towers-

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Premessa: il viaggio in Malesia e Singapore, insieme a Morgana, è cominciato dopo l'arrivo all'aeroporto di Kuala Lumpur, provenendo dal lungo scalo di Dubai, del quale ho parlato nel diario di viaggio degli Emirati Arabi Uniti. Abbiamo soggiornato una settimana a Kuala Lumpur (girando sia per la città, che in altri luoghi interessanti intorno alla capitale malese), poi siamo andati a Singapore per un'altra settimana ed infine, prima di tornare in Italia, abbiamo concluso la vacanza con una permanenza di tre giorni a Malacca. Il sistema dei mezzi di trasporto nell'area di Kuala Lumpur e nelle zone vicine, compresi gli stati che confinano con la capitale malese, è ben sviluppato ed è costituito da treni, metropolitana, monorotaia e autobus di superficie. Il mezzo migliore, quello che arriva dappertutto, è come sempre la metropolitana. Essa si snoda capillarmente per la città di Kuala Lumpur, ma offre inoltre dei treni suburbani, che, con un supplemento di prezzo, portano ben più lontano da Kuala Lumpur, dando così la possibilità al viaggiatore di visitare anche altre città nei dintorni della capitale. I biglietti per la metropolitana si comprano nelle apposite macchinette automatiche, digitando il luogo di partenza e la destinazione (vengono emessi dei gettoni di plastica), mentre per le tratte più lunghe con i treni suburbani bisogna fare i biglietti nella biglietteria (quest'ultimi sono cartacei e di solito si comprano alla stazione centrale di Kuala Lumpur - KL Sentral). I prezzi sono comunque sempre vantaggiosi (in media per una corsa cittadina in metropolitana si spendono 1,30 Ringgit). Noi abbiamo girato in lungo e in largo Kuala Lumpur, le città limitrofe con i relativi stati, sempre con i treni della metropolitana o con quelli suburbani senza mai avere problemi; infatti sono molto affidabili, sicuri, moderni ed estremamente puntuali (molto meglio di tante parti d'Europa). A Malacca invece, a parte i bus di superficie, è meglio prendere il taxi (contrattando un po' il prezzo), oppure girare a piedi. Per spostarci tra le città ci siamo serviti dei pullman, sono infatti diverse le compagnie che collegano le principali città della Malesia fra di loro e con Singapore. Chi pensa alla Malesia come ad uno stato poco sviluppato o pericoloso si sbaglia di grosso, infatti abbiamo potuto ammirare un paese modernissimo, avanzato ed in rapida espansione in vari settore, multiforme, sia a livello etnico, che a livello religioso. Non ci siamo mai trovati in difficoltà e soprattutto, a differenza di quello che ormai succede costantemente a casa nostra, non ci siamo mai sentiti minacciati dalla delinquenza. La Malesia è quindi un miscuglio di etnie, un groviglio di razze, un concentrato di colori e vitalità. Vi è una completa e pacifica convivenza di parecchie realtà religiose diverse, un continuo oscillare tra ultramoderno e antico... ed è questa la vera anima della Malesia, molto di più di quanto ci si aspetti. Si incontra una nazione multietnica, multiculturale e multireligiosa, all'avanguardia tecnologica, ma comunque legata alle tradizioni dei tempi passati e avvolta da una profonda spiritualità. Un esempio su tutti: durante il nostro viaggio era periodo di Ramadan e visto che la Malesia è perlopiù di religione mussulmana, avremmo dovuto incontrare, nelle ore diurne, difficoltà a trovare bar, ristoranti e luoghi dove vendono cibo aperti (come a Dubai), invece nulla di ciò, poiché le religioni convivono senza che i dettami di una prevalgano su quelli delle altre (chi è mussulmano pratica il digiuno di giorno, per cui va compreso e rispettato, ma è giusto che la vita proceda in maniera normale per tutte le altre fedi e tutte le altre persone che non praticano quel tipo di religione). Per non parlare poi della coinvolgente e pura spiritualità, che infondono i templi indù, dentro ai quali si prova un senso di pace e di trascendenza, una sorta di potere mistico, sensazioni che si possono capire sino in fondo solo vivendole. Sia i templi cinesi, che quelli induisti attirano l'attenzione per l'armonia della forme e per i precisissimi dettagli. Anche a livello di architettura si spazia da quella islamica, a quella indiana, per finire con quelle prettamente orientali, dei templi cinesi (sono di fatto molto praticate anche la religione buddista e quella induista). Non mancano nemmeno chiese cristiane come nella città di Malacca. Per cui la cosa che più abbiamo apprezzato della Malesia è stata proprio la serenità con cui si può vivere il proprio credo religioso, senza discriminazioni, senza nascondersi, senza paura di mischiarsi; secondo me è proprio questa la libertà religiosa, che fa della Malesia un paese estremamente civile in questo ambito. La cucina in Malesia è una fusione tra cucina asiatica (cinese ed indiana) e cucina europea; il cibo è buono soltanto nei ristoranti un po' costosi (si mangiano piatti a base di carni, riso e verdure, molto gustosi e speziati), poiché altrimenti è troppo fritto e pesante. Ci sono però supermarket aperti ventiquattro ore su ventiquattro (come i "7-Eleven"), ove si possono comprare e consumare prodotti internazionali (noi abbiamo mangiato parecchi tramezzini, che sono identici a quelli venduti nei nostri supermercati). Qui sotto in dettaglio è inserito l'elenco cronologico di tutte le tappe del viaggio, con qualche informazione storica e con la cronaca di quello che abbiamo visto e visitato; nelle gallerie fotografiche sono inoltre forniti maggiori particolari, legati alle singole fotografie.
- 17 e 18 Luglio 2013 - partenza da Milano e viaggio per Dubai / scalo a Dubai e visita della città - Della giornata a Dubai, durante lo scalo aereo, ne parlo nel diario di viaggio degli Emirati Arabi. Anche durante il viaggio di ritorno, per rientrare in Italia, abbiamo fatto scalo all'aeroporto di Dubai.
- 19 Luglio 2013 - partenza da Dubai e arrivo a Kuala Lumpur - La prima cosa degna di nota, dopo la giornata a Dubai, è stata quella di aver preso l'aeroplano più grande del mondo, infatti abbiamo volato da Dubai a Kuala Lumpur con l'enorme Airbus A380 della "Emirates", aereo a due piani, un vero gigante dei cieli (questo modello di aeromobile può trasportare oltre ottocento passeggeri se provvisto di una sola classe, mentre con le tre classi standard trasporta più di cinquecento persone). Il volo da Dubai alla Malesia e viceversa dura circa otto ore per tratta. Dall'aeroporto, il modo migliore per raggiungere il centro città di Kuala Lumpur è quello di prendere il treno KLIA Ekspres per la stazione centrale KL Sentral (Kuala Lumpur Sentral - Stesen Sentral); così abbiamo fatto e poi con un taxi abbiamo raggiunto l'hotel nel quale avevamo la prenotazione. Il KLIA costa 35 Ringgit per tratta a persona, mentre i taxi costano veramente poco. Kuala Lumpur è una bellissima città asiatica, nonostante non sia propriamente la meta turistica per eccellenza. Spesso viene snobbata dai viaggiatori, molti dei quali la credono spoglia e con poche attrazioni da visitare, invece non è assolutamente così, poiché è una punto di congiunzione fra l'antico ed il moderno, è molto verde e nella stessa giornata si possono vedere grattacieli avveniristici e templi affascinanti che solo l'Oriente offre. La città venne fondata nell'Ottocento alla confluenza del Klang River con il Gombak River, per cui in origine il suo nome significava "estuario fangoso", proprio perché le precipitazioni piovose sono abbondanti durante l'intero corso dell'anno e quindi il territorio era spesso acquitrinoso e fangoso, con i fiumi gonfi d'acqua. Oggi è diventata una metropoli moderna e cosmopolita, ha una popolazione di oltre un milione e seicentomila abitanti (senza calcolare le aree limitrofe), è la capitale della Malesia ed una delle principali città del Sud-Est Asiatico. Kuala Lumpur è uno dei tre territori federali della Malesia ed è un'enclave nello stato di Selangor, per questo che si può anche parlare di stato di Kuala Lumpur, alludendo appunto al proprio territorio federale. Il nostro hotel si trovava nel centro della città, vicino alla fermata della metropolitana Masjid Jamek (per via della omonima moschea), nel pieno del sobborgo indiano di Little India. Il quartiere indiano è fondamentalmente compreso tra le strade Jalan Tun Perak, Jalan Tuanku Abdul Rahman, Jalan Melayu e Jalan Masjid India, vantando anche la piccola la moschea chiamata appunto Masjid India. Questo quartiere, attaccato a quello mussulmano della moschea, vanta la presenza di mercatini e bancarelle fisse, ove si vende un po' di tutto (dal cibo di strada, agli indumenti), in più si presenta un po' vecchiotto, farraginoso e decadente, a tratti anche un po' sporco, ma non è assolutamente nulla di orrido, anzi basta alzare gli occhi al cielo per vedere i grattacieli dell'area finanziaria della città, e respirare così un'aria più moderna. Considerato che eravamo stanchi dal lunghissimo e viaggio ed era ormai sera, ci siamo fatti portare da un taxi fino alle torri Petronas, le mitiche Petronas Twin Towers, per osservarle in tutta la loro grandiosità in versione notturna. Queste splendide torri gemelle argentee di ottantotto piani ciascuna, legate da un ponte (detto Skybridge) a 171 metri di altezza, furono costruite a Kuala Lumpur secondo il disegno dell'architetto argentino César Pelli tra il 1995 e il 1998, divenendo per alcuni anni l'edificio più alto del mondo, grazie ai ben 451 metri di elevazione (se si considera la guglia posta sulla sommità di ognuna). La loro forma segue, nelle linee guida dell'architettura, una geometria di tradizione islamica; esse rappresentano l'esplosione economica e l'avanguardia tecnologica della Malesia, oltre ad essere un capolavoro di ingegneria. All'interno c'è anche un vasto centro commerciale, chiamato Suria KLCC. Inutile ribadire quanto questi grattacieli di vetro e acciaio siano magnifici ed imponenti e quanto dominino il panorama sia di giorno che di notte. Attorno alle torri Petronas, sono dislocati parecchi altri palazzi, alcuni veri e propri grattacieli sfavillanti, altri più bassi, così da formare un centro finanziario degno di un'importante metropoli.
- 20 Luglio 2013 - Kuala Lumpur - Il nostro primo giorno intero in Malesia è cominciato di mattina presto; a piedi ci siamo diretti verso Piazza Merdeka, passando prima da Jalan Raja Laut, ove vi può ammirare il palazzo municipale di Kuala Lumpur, ossia la Kuala Lumpur City Hall (Dewan Bandaraya). Accanto al palazzo ci sono dei piacevoli giardini, nel mezzo dei quali si trova una grande fontana, chiamata Fontana delle Piante Carnivore. In Piazza Merdeka (Dataran Merdeka - Merdeka Square) e dintorni si possono ammirare il Palazzo del Sultano Abdul Samad (Sultan Abdul Samad Building - Bangunan Sultan Abdul Samad), il Royal Selangor Club (fondato dai britannici a fine Ottocento in qualità di circolo sociale privato, con relativo campo da cricket), la Kuala Lumpur City Gallery (museo etnologico con ingresso gratuito), il National Textile Museum (Muzium Tekstil Negara, museo che ospita un collezione unica di abiti, accessori e stoffe, riconoscibile dal suo bel palazzo finemente decorato) ed il Dayabumi Complex (Kompleks Dayabumi, monumentale complesso di edifici di architettura islamica). Nel pomeriggio ci siamo indirizzati verso la moschea chiamata Masjid Jamek (Jamek Mosque), presso l'omonimo e ragguardevole snodo ferroviario della metropolitana. Questa moschea, edificata nel 1909, è una delle maggiori e più importanti della città. Dopodiché, ancora in metro, siamo tornati alle torri Petronas, per salire fino all'osservatorio, situato al piano numero 86 di una delle due torri. Il prezzo del biglietto è di 80 Ringgit a testa (circa 20 Euro), un po' caro, però la vista che si gode dall'alto è proprio spettacolare, con tutta Kuala Lumpur che si adagia in basso. Prima di arrivare al punto più elevato, ci si ferma al piano numero 41 sullo Skybridge, il ponte che unisce le due torri. Il complesso delle Petronas è molto ampio e finemente decorato con rigogliosi giardini e fontane; ad esempio alle spalle delle torri è possibile sostare nel verde e rilassante Kuala Lumpur City Centre Park (abbellito anche da alcuni laghetti artificiali). Le strade attorno alle torri, come Jalan Pinang e Jalan P. Ramlee, oltre ad avere un'alta concentrazione di grattacieli, presentano una sfilza di ristoranti e tavole calde. Per finire la giornata siamo andati fino a Chinatown, sempre nel centro della città, ove ci siamo mescolati fra la gente che camminava nel vario e colorato mercato, chiamato (come la via) Jalan Petaling (Petaling Street). I quartieri centrali, come anche Little India, sono un po' decadenti, in netto contrasto con gli edifici più moderni, però comprare qualcosa nei mercati e mercatini è qualcosa di caratteristico ed affascinante.
- 21 Luglio 2013 - Kuala Lumpur / Batu Caves / Port Klang / Klang - Con la metropolitana (tramite la Kelana Jaya Line, la stessa della stazione delle Petronas Towers) siamo arrivati fino alla stazione centrale di Kuala Lumpur, la KL Sentral, da lì con un taxi siamo poi andati a visitare lo spettacolare tempio buddista di Thean Hou (per altro non distantissimo dalla stazione). Il Tempio Thean Hou (Thean Hou Temple) nella sua interezza è il più grande insieme di santuari della città, infatti è composto da diversi segmenti, ognuno dei quali decorato e ricco di sale, statue e balconate (risaltano i numerosi tetti spioventi e poi arricciati alle estremità e le tinte con cui è colorato l'insieme del tempio, cioè il rosso, il bianco ed il bruno). Il Tempio Thean Hou, di chiaro stampo cinese, oltre che di fede buddista è anche taoista ed è dedicato alla dea Thean Hou (o Mazu), detta la Madre Celeste. All'esterno si trovano le statue dell'oroscopo cinese, all'interno domina la statua dorata della dea Mazu, mentre nei suoi cortili vi sono incensieri e vaporizzatori, ove le persone bruciano bastoncini d'incenso in segno votivo e di offerta spirituale. Nel parcheggio del tempio scarseggiano i taxi, per cui, finita la visita, siamo andati a piedi fino alla vicina strada, dalla quale è facile fermarne uno, cosicché lo abbiamo fatto e ci siamo fatti riportare alla stazione centrale. Dalla KL Sentral ci siamo in seguito diretti verso le meravigliose Batu Caves, prendendo il treno suburbano KTM Komuter della linea metropolitana rossa (la stazione di Batu Caves è uno dei due capolinea, il viaggio costa solamente 1 Ringgit). Le grotte o caverne di Batu Caves sono una delle più affascinanti attrazioni malesi, sia in termini naturali, sia per quello che concerne l'arte orientale. Localizzate a circa 13 km a nord di Kuala Lumpur (nella parte nord-occidentale dello stato di Selangor), le Batu Caves incantano per la loro bellezza e maestosità; sono perlopiù imponenti grotte calcaree, la più vasta della quali raggiunge l'altezza di 100 metri; mentre la statua più alta e rappresentativa è senz'altro quella che raffigura il dio Murugan, di oltre 42 metri di altezza, completamente dorata e che da sola vale il costo di un viaggio in Malesia (si tratta della statua dedicata a Murugan più alta del mondo). Vicino all'ingresso del sito si eleva un'altra statua molto alta e maestosa, ossia quella del dio scimmia Hanuman, con accanto il tempio a lui dedicato. Le Batu Caves sono magnifiche ed hanno una spettacolare concentrazione di templi piccoli e più grandi, santuari e altari votivi, dedicati alle divinità induiste. Vengono contemplate con moltissime statue le molteplici divinità del culto induista, fra cui possiamo ricordare (oltre a Murugan, detto anche Karttikeya o Kartikeya, e al già nominato uomo-scimmia Hanuman): Vishnu, Shiva, Vay, Ganesha o Ganesh (uomo-elefante), la dea Kali (Kālī) e Krishna (Kṛṣṇa). C'è da dire che anche negli altri templi induisti della Malesia e di Singapore, per altro coloratissimi, vengono venerate tutte queste divinità con la presenza di parecchie statue all'interno dei templi. Di fianco al Murugan c'è una faticosa ed interminabile scalinata, composta da oltre trecento gradini, superata la quale si entra nelle caverne, dove all'interno si trovano appunto alcuni templi. Nel complesso delle caverne è facile imbattersi nelle numerosissime scimmiette, che chiedono da mangiare e sono un po' dispettose. L'ingresso al sito delle Batu Caves è completamente gratuito. Usciti dalle Batu Caves, siamo andati fino all'altro capolinea del treno suburbano KTM Komuter della linea metropolitana rossa, vale a dire fino alla stazione di Port Klang, cittadina del distretto di Klang, a circa 38 km a sud-ovest di Kuala Lumpur nello stato di Selangor (il costo della corsa è stato di 5 Ringgit a testa, infatti più è lungo il percorso, più sale il prezzo). Nel tragitto si vede una rigogliosa e verdissima vegetazione tropicale. Port Klang (o Pelabuhan Klang) possiede appunto un porticciolo che le dà il nome, ma nulla d'altro di rilevante. Così abbiamo ripreso il treno della metropolitana e siamo tornati indietro, fermandoci nella stessa città di Klang. Essa si trova sempre nella regione attorno a Kuala Lumpur, conta circa cinquecentomila abitanti, nonostante non sembri molto grande ed è formalmente la capitale dello stato di Selangor, anche se ufficialmente la vera capitale è la città di Shah Alam. A Klang si possono vedere parecchie strade ricche di negozi e bazar, ma la cosa assolutamente da non perdere è la grande moschea, chiamata Masjid Bandar Diraja Mosque (Klang Royal Town Mosque), lungo una delle vie principali, cioè Jalan Pasar, non lontano dalle sponde del Klang River (o Sungai Kelang, od anche Sungai Klang). Nonostante la sua popolazione elevata Klang sembra proprio una cittadina, un po' decadente, con un miscuglio di influenze che vanno da quelle mussulmane, a quelle indiane. Da Klang, con la medesima linea di treni della metropolitana, abbiamo fatto ritorno a Kuala Lumpur, scendendo alla stazione Bank Negara, dalla quale abbiamo poi passeggiato tra i grattacieli e la vegetazione presente nelle vicinanze (fino al rientro in hotel direttamente a piedi, senza soste di nessun genere).
- 22 Luglio 2013 - Putrajaya / Kuala Lumpur - Putrajaya, con una popolazione di circa settantamila abitanti, è, insieme a Kuala Lumpur, l'altra città malese ad essere il capoluogo del proprio territorio federale. Putrajaya è una città modernissima, così come lo è la gemella Cyberjaya, ossia la città delle scienze e delle industrie multimediali e tecnologiche. Siamo giunti a Putrajaya con il treno KLIA Ekspres dalla stazione centrale di Kuala Lumpur (lo stesso che fa la spola tra l'aeroporto ed il centro città, pagando 9,50 Ringgit a tratta a testa). Putrajaya si adagia sulle sponde di un lago artificiale, chiamato Tasik Putrajaya (Putrajaya Lake) ed ha una incredibile varietà di giardini, aiuole fiorite, viali con alberi, ponti e panorami verdeggianti. E' una città pulita, discretamente grande di dimensioni, ordinatissima e assai curata. Dà addirittura l'impressione di essere scarsamente abitata, poiché gli spazi sono enormi, rispetto all'effettiva popolazione; in più ha una strana fisionomia, quasi sterile, poiché è decisamente moderna ed è architettonicamente costruita con un'impronta rigorosa. Dalla stazione ferroviaria, posta in una zona periferica, ci siamo fatti portare in taxi fino in centro, nella piazza più considerevole della città, vale a dire in Putra Square, ove si erge la moschea di Putrajaya, chiamata Masjid Putra (Putra Mosque). Tale moschea, risalente agli anni Novanta, è alta circa cinquanta metri, con un minareto di ben centosedici metri. Sulla collinetta davanti alla piazza si innalza il Palazzo del Governo Federale, chiamato Perdana Putra (o Bangunan Perdana Putra - Persiaran Sultan Sallahuddin), costruito con un misto di stili che vanno da quello islamico, fino a quelli europei come il neoclassico. Di Putrajaya abbiamo anche visto il ponte chiamato Jambatan Putra, il lussureggiante parco chiamato Taman Wawasan - Laman Bunga Raya (o Taman Bunga Raya) e i dintorni di Persiaran Perdana (o Putrajaya Boulevard), cioè la strada più vasta e ricca di palazzi della città. In tarda mattinata siamo rientrati nella capitale malese, prendendo ancora una volta il taxi per la stazione di Putrajaya, ed in seguito il treno per la stazione di KL Sentral. Dalla stazione centrale, con il treno suburbano KTM Komuter della linea metropolitana blu, abbiamo raggiunto la stazione chiamata Kuala Lumpur. Da lì, a piedi, ci siamo indirizzati verso la Moschea Nazionale, ovvero la Masjid Negara (National Mosque of Malaysia, Islamic Center). Essa è il più insigne centro islamico della città e la si riconosce grazie al suo acuminato minareto di circa settantadue metri di altezza. La moschea si trova nella vasta area verde dei Giardini del Lago (Perdana Botanical Garden, o Taman Tasik Perdana, o Lake Gardens), dove col taxi siamo giunti fino al parco delle farfalle, il Kuala Lumpur Butterfly Park (il cui ingresso ci è costato 20 Ringgit a testa). Questa zona verde della città è proprio piacevole, molto vasta, con strade che si snodano nelle varie porzioni dei giardini. Oltre al parco delle farfalle, nel quale si vedono volare decine di specie diverse di farfalle, molte delle quali proprio malesi, abbiamo visitato anche il limitrofo giardino delle orchidee, ossia il Kuala Lumpur Orchid Garden (Taman Orkid Kuala Lumpur), ad ingresso gratuito, davvero meraviglioso e rilassante, immerso in un splendida vegetazione, con una varietà incredibile di orchidee, dai più svariati colori. Va ricordato a tal proposito che l'orchidea è proprio il fiori simbolo di Malesia e Singapore. Nuovamente in taxi ci siamo fatti portare fino a Chinatown, all'altezza di Pasar Seni. Qui abbiamo fatto un giretto nel Central Market, molto carino, con parecchi negozi e bancarelle (tra negozi, bancarelle e bazar si notano colori accesi e si sentono profumi intensi, che danno un forte impatto d'Asia). Poi, a piedi, ci siamo inoltrati tra le vie più ricche di templi del centro città, ovverosia in Jalan Tun H.S. Lee, dove abbiamo potuto scorgere un tipico tempio cinese rosso, vicino al quale si erge il tempio chiamato Sri Mahamariamman Temple (noto anche come Sri Maha Mariamman Temple Devasthanam). Esso è il tempio induista più antico di Kuala Lumpur, essendo stato costruito poco dopo la metà dell'Ottocento. I templi induisti sono dunque decoratissimi e coloratissimi, ricchi di innumerevoli statue, con un ingresso che ricorda vagamente la fisionomia di una piramide; sono templi incredibilmente caratteristici, che fanno breccia nell'animo umano per via della spiritualità che trasudano.
- 23 Luglio 2013 - Seremban / Kuala Lumpur - Dalla stazione centrale di Kuala Lumpur, con il treno suburbano KTM Komuter della linea metropolitana blu, ci siamo diretti fino alla città di Seremban, capitale dello stato di Negeri Sembilan, posizionata a circa 67 km a sud della capitale malese (il prezzo di una corsa è di 6 Ringgit a testa). La prima attrazione che abbiamo visto, dopo esserci fatti accompagnare da un taxi, è stato il museo statale di architettura "minangkabau", chiamato Muzium Negeri Sembilan, un classico esempio di antica architettura malese con le casette dal tetto di paglia e costruite in legno su palafitte (Istana Ampang Tinggi è in lingua locale il nome di queste strutture). Dentro alle casette del complesso del museo si nota l'arredamento tipico, che le rende intime ed accoglienti. Il museo di storia locale e di reperti è completamente gratis. Dopodiché ancora in taxi ci siamo direzionati verso il centro città, facendo dapprima pausa per pranzo al centro commerciale AEON Seremban 2. A piedi poi abbiamo girato per le vie interne della città, fra la moschea chiamata Masjid Negeri, nella zona del Kompleks Kraf Negeri Sembilan, ed il piccolo tempio indù chiamato Sri Bala Thandayuthapani Temple. Mentre tornavamo verso la KL Sentral, con la stessa linea di treni suburbani dell'andata, ci siamo fermati alla stazione di Labu, piccolo paesino malese, nel verde della vegetazione tropicale ed equatoriale. Dopo qualche foto, siamo ripartiti, per scendere successivamente alla stazione dei bus di Kuala Lumpur (la TBS Bandar Tasik Selatan, Terminal Bersepadu Selatan), per iniziare a comprare i biglietti per andare a Singapore nei giorni successivi (i biglietti dei pullman extraurbani vanno sempre acquistati qualche giorno in anticipo, così da evitare che i posti nella data scelta siano già pieni e quindi non disponibili). Da Seremban a Labu il treno costa 1,50 Ringgit a testa, mentre da Labu alla stazione dei bus di Kuala Lumpur abbiamo pagato 4,90 Ringgit a testa. Alla fine della giornata siamo tornati alla stazione centrale di Kuala Lumpur (per il breve percorso, con il treno KLIA Transit, il prezzo è di 4,20 Ringgit a testa) ed in seguito a quella di Masjid Jamek in metropolitana, dove abbiamo ancora gironzolato qua è là fra le bancarelle di Little India. Prima di ritirarci in albergo abbiamo anche osservato un po' più da vicino la Torre Menara di Kuala Lumpur (Kuala Lumpur Tower), ossia la torre di telecomunicazione che domina la città con i suoi quattrocentoventi metri di altezza fino all'antenna, sulla quale si può pure salire e che è una fra le più alte del mondo. La torre venne edificata sulla collina della riserva naturale di Bukit Nanas, infatti è attorniata dal verde.
- 24 Luglio 2013 - Kuala Lumpur - E' stata la giornata dedicata alla parte più moderna e ricca di negozi della città, il famoso Triangolo d'Oro di Kuala Lumpur (nel quartiere o distretto di Bukit Bintang), la zona degli affari, degli acquisti, dello shopping compulsivo, della vita notturna, il tutto dislocato in alcuni isolati del centro, laddove vi sono favolosi centri commerciali e grandi hotel. Con la metropolitana siamo andati fino alla KL Sentral (tramite la Kelana Jaya Line), quindi con la Monorail Line di colore verde fino alla stazione di Imbi (una corsa con la monorotaia costa all'incirca 1,20 Ringgit a persona). Appena uscita in strada, ci siamo trovati avvolti dalla frenesia della grande metropoli, con moderni palazzi e grattacieli ovunque, megastore e negozi a profusione, rampe dei treni che sormontano le strade trafficate e ci siamo briosi, caricati di energia nel fare parte di quella confusione (a molte persone le grandi città caotiche non piacciono, preferendo la tranquillità dei luoghi isolati, invece a noi piacciono entrambe le situazioni). Nei dintorni di Imbi (tra Jalan Imbi, Jalan Pudu e Jalan Bukit Bintang) ci sono centri commerciali super moderni, alcuni con più di dieci piani, proprio enormi; ci sono grandi magazzini con ogni genere di prodotti in vendita e novità sul mercato internazionale; ci sono hotel extra lusso, con auto fuoriserie parcheggiate fuori: insomma chi pensa alla Malesia come un paese del terzo mondo, ove andare a vedere la povertà altrui, si sbaglia di grosso. Siamo entrati in alcuni di questi centri commerciali, solamente per dare un'occhiata, anche perché altrimenti ci sarebbe voluto troppo tempo. Ecco i loro nomi: il Berjaya Times Square, centro commerciale enorme disposto su dieci piani, che occupa un grandissimo palazzo, all'interno del quale c'è addirittura un luna park con le montagne russe a partire dal quinto piano; il Pavilion Mall, altro magnifico centro commerciale di svariati piani affacciato su Jalan Pudu; il Plaza Imbi (o Imbi Plaza), con attaccato il Low Yat Plaza, incredibili store di elettronica disposti su parecchi piani, ove si acquista qualsiasi cosa inerente alla tecnologia; e molti altri ancora. Ripresa la monorotaia, ci siamo avviati verso la Chinatown, così da non farci sfuggire gli ultimi templi che non avevamo ancora visitato. Siamo dunque scesi alla fermata della monorotaia Tun Sambanthan, linea verde, dove si trova il tempio indù chiamato Sri Kandasamy Kovil (o Sri Kandanswamy Temple); successivamente ancora con la monorotaia di colore verde siamo giunti sino alla stazione di Maharajalela, nelle cui vicinanze si ergono alcuni templi cinesi, fra i quali si distingue il Chan See Shu Yuen Temple. Nel tardo pomeriggio siamo ritornati in hotel, transitando dalla stazione della metropolitana Plaza Rakyat (della Ampang Line), con destinazione la solita fermata di Masjid Jamek (servita sia dalla Ampang Line, che dalla Kelana Jaya Line). Per cena, visto che era l'ultima sera a Kuala Lumpur, siamo tornati ad Imbi ed abbiamo mangiato cucina malese in uno dei tanti ristoranti (prezzi ottimi e cibo altrettanto buono).
- 25 Luglio 2013 - partenza per Singapore / Singapore (città) - Di mattina presto abbiamo raggiunto la stazione dei bus della capitale malese (la TBS Bandar Tasik Selatan, Terminal Bersepadu Selatan), per dirigerci a Singapore con uno dei tanti pullman (la compagnia è stata la "Starmart Express", ad un prezzo di 45 Ringgit a testa). Del viaggio e del diario di Singapore se ne parla nella pagina apposita: diario Singapore
- dal 26 al 30 Luglio 2013 - Singapore (città) e Singapore (isole) - Della permanenza a Singapore, degli itinerari e del diario di viaggio completo se ne parla nella pagina apposita: diario Singapore
- 31 Luglio 2013 - partenza per Malacca / Malacca - Prendendo un pullman dalla stazione dei bus di Singapore, abbiamo raggiunto la città malese di Malacca. La stazione si chiama Golden Mile Complex Bus Terminal e si trova in Beach Road, mentre la compagnia di pullman usata è stata la "Starmart Express" (per un prezzo di 20 Dollari di Singapore a testa); il tragitto dura più o meno tre ore e quarantacinque minuti ed anche per questo itinerario abbiamo acquistato il biglietto qualche giorno prima. Questa volta la dogana è stata veloce, infatti è molto pignola, fiscale e selettiva quando si entra dalla Malesia a Singapore e non viceversa. Appena arrivati a destinazione (alla stazione dei bus di Malacca, la Melaka Sentral), abbiamo preso un taxi e ci siamo fatti portare nell'hotel nel quale avevamo la prenotazione. Va subito detto che Malacca, capoluogo dell'omonimo stato, è una città piuttosto piccola di dimensioni, malgrado abbia più di settecentomila abitanti; si gira tranquillamente a piedi, poiché i monumenti e le cose salienti da vedere sono tutti raggruppati nel centro storico (che non è assolutamente grande). Come mezzi di trasporto vanno bene i taxi (stabilendo il prezzo alla partenza), oppure gli autobus urbani. Inoltre abbiamo avuto l'impressione che la città non sia niente di speciale, secondo me è addirittura esagerato il fatto che faccia parte dei patrimoni mondiali dell'umanità dell'UNESCO. Molte persone sono entusiaste di Malacca, ma a noi, nonostante sia comunque graziosa, non è piaciuta più di tanto, poiché ci è apparsa con una vena troppo turistica. La predisposizione turistica non è di per sé un problema, anzi, vi sono molte località del mondo in cui il flusso di vacanzieri fa si che il luogo sia creato su misura e modellato per i turisti; e questo non è completamente il discorso di Malacca. A Malacca è diverso, non ci sono hotel enormi e centri commerciali colossali, non ci sono discoteche rumorose, bensì la città è diventata di moda per coloro che viaggiano in Malesia, è diventata una tappa obbligata, quasi fosse un sacrilegio non passarci. Il turismo a Malacca, molto presente, è divenuto per queste ragioni piuttosto snob: infatti la città è visitata non per quello che realmente offre (che è poco), ma piuttosto perché la si deve visitare per tendenza e quasi per forza. E' questo il concetto che si avverte, i ristoranti sono più cari, i negozi di souvenir anche e si vedono orde di turisti occidentali con lo zaino in spalla che frequentano tutti insieme i medesimi posti (a differenza di altri luoghi della Malesia). Persino i templi sono meno caratteristici e meno decorati rispetto a quelli di Kuala Lumpur, per cui direi che pochi giorni di soggiorno bastano e avanzano. L'unico aspetto che abbiamo apprezzato è la sua tranquillità, davvero l'opposto della capitale. La città, affacciata sull'omonimo stretto (lo Stretto di Malacca appunto, o Selat Melaka in malese), è attraversata dal Fiume Malacca (Sungai Melaka, Malacca River) e le attrattive migliori sono concentrate proprio sulle sponde del fiume; sono parecchi i battelli e le piccole imbarcazioni che portano a spasso i turisti sui canali fluviali (noi abbiamo evitato, preferendo camminare). Come prima tappa siamo andati immediatamente nella piazza più centrale di Malacca, ovvero in Town Square, dove si innalza la Chiesa di Cristo (Christ Church), chiesa cristiana di colore rosso-granata. La piazza è altresì chiamata Dutch Square, poiché la città fu colonia degli olandesi, i quali vi costruirono alcuni monumenti nel loro lungo periodo di occupazione di quasi due secoli (a partire dal 1641); oppure è soprannominata Red Square, per la colorazione rossa dei suoi edifici. Oltre alla Christ Church, si erge lo Stadthuys, l'edificio sempre rosso scuro con la svettante torre dell'orologio. Questa piazza è carina e graziosa e rimane il punto di maggiore interesse storico della città. Nella piazza e attorno ad essa ci sono parecchi risciò multicolore, riempiti di oggetti e dettagli, con la musica ad alto volume incorporata, che danno costosi passaggi ai turisti (anche questa esperienza abbiamo preferito evitarla, limitandoci a fotografarli). Dopodiché abbiamo passeggiato sugli argini del Fiume Malacca, osservando le varie casette colorate, molto suggestive, i molteplici ristorantini, i ponti e tutti i circondari (vi si trova pure un mulino a vento olandese e l'Hard Rock Cafe). Poi ci siamo incamminati verso l'altra porzione del centro storico, vale a dire il quartiere cinese di Chinatown. Per girare il centro storico di Malacca, quindi Chinatown (grosso modo fra Jalan Tukang Emas, Jalan Hang Lekiu e Jonker Street), non servono i mezzi pubblici, infatti a piedi si può passeggiare per le diverse vie, vedendo: il tempio chiamato Hokkien Huay Kuan Temple, la moschea chiamata Masjid Kampung Kling (Kampung Kling Mosque), il tempio chiamato Cheng Hoon Teng Temple (il più bello ed antico tempio cinese in città), il tempio chiamato Siang Lin Shi Temple - Malaysian Buddhist Association (o Xiang Lin Shi Temple, che si innalza davanti al Cheng Hoon Teng Temple, all'interno del quale sono assai numerose le statue di Budda), la moschea chiamata Masjid Kampung Hulu (Kampung Hulu Mosque) ed il tempio induista chiamato Sri Poyyatha Vinayagar Moorthi Temple. Per sottolineare ancora una volta quanto la Malesia sia tollerante a livello religioso, e quanto le diverse religioni convivano pacificamene tra loro, nella stessa strada nella quale sorge la Kampung Kling Mosque, cioè in Jalan Tukang Emas, oltre alla moschea, ci sono anche dei piccoli templi cinesi, il tempio indù, cioè lo Sri Poyyatha Vinayagar Moorthi Temple e più avanti il Cheng Hoon Teng Temple. Tutti questi monumenti religiosi sono stati edificati a pochi metri di distanza gli uni dagli altri, e ciò sembra davvero una chimera se paragonata alla maggioranza del mondo, poiché quasi da nessuna parte troviamo mischiati simboli di religioni così differenti tra loro. Il nostro hotel era collocato vicino a Jalan Portugis, per cui proprio in centro, e per questo abbiamo sempre gironzolato a piedi, passando più volte lungo il fiume ed i suoi ponti.
- 1 Agosto 2013 - Malacca - Il secondo giorno a Malacca (il primo intero) è cominciato al mattino presto, quando con un taxi ci siamo fatti portare dinnanzi alla Masjid Selat Melaka (Malacca Straits Mosque), ovvero la moschea sul mare dello Stretto di Malacca. Questa moschea è sicuramente caratteristica poiché è stata costruita proprio sulle acque marine, infatti la sua struttura è in tutto e per tutto una palafitta. La moschea sorge su di un'isola, chiamata Taman Pulau Melaka o soltanto Pulau Melaka (Malacca Island), raggiungibile in pochi minuti di auto dal centro città e collegata con un ponte. La zona è abbastanza paludosa, sporca, con un mare decisamente opaco e torbido; l'intorno è un cantiere unico, essendoci molto in costruzione. Sorgeranno gli alberghi che faranno diventare l'area completamente turistica: quando verrà ripulita e gli hotel saranno ultimati, l'isola di Malacca decollerà e sarà consacrata al turismo di massa. Un particolare curioso, nelle basse, fangose e stagnanti acque all'altezza del ponte, vi erano dei buffi pesci, simili ad anfibi, dal nome scientifico di "Periophtalmus koelreuteri". Dopo una breve sosta, con un altro taxi, contrattando per qualche istante, abbiamo raggiunto lo Zoo, situato diversi chilometri a nord del centro città, lungo Lebuh Ayer Keroh. Con il tassista abbiamo concordato anche per il ritorno, visto che gli autobus che passavano dallo Zoo erano proprio pochi. Lo Zoo di Malacca (Zoo Melaka - Malacca Zoo) è uno dei più famosi della Malesia, anche se sinceramente non ci ha entusiasmato così tanto (il prezzo di ingresso, lievitato negli ultimi anni, era di 20 Ringgit a persona). Come appena detto è un po' deludente, tenuto non benissimo, mancano alcuni degli animali, insomma lievemente decadente, così come lo è l'intera città. Per fortuna le specie di animali presenti erano lo stesso numerose; fra esse, se ne annoveravano alcune propriamente malesi, come gli orsi malesi, le tigri malesi e così via. Erano pure parecchi gli esemplari di bestie africane, delle quali una buona percentuale è rappresentata dai grandi bovini, dotati di enormi corna. Fatto ritorno in centro, a Town Square, abbiamo girovagato nei dintorni del fiume, vedendo: le rovine del forte per metà portoghese e per metà olandese, chiamato Middelburg Bastion (o The Malacca Fort, ma conosciuto con il nome portoghese di Bastion Courassa e con il nome olandese di Fredrick Hendrick Bastion - Fredrick Hendrick Bastion Archaeological Excavation Site); la ruota-mulino a vento sul Fiume Malacca, chiamata Kincir Air Kesultanan Melayu Melaka; il Muzium Jabatan Kastam Diraja Malaysia (Royal Malaysian Customs Department Museum); il Muzium Samudera, inconfondibile grazie al suo superbo galeone di legno; e la stessa passeggiata sul Fiume Malacca chiamata Dataran Quayside (o solo Quayside, vale a dire il lungofiume, pavimentato con il parquet, ordinato e abbellito da fiori, palme e spazi verdi). A metà pomeriggio abbiamo deciso di salire sulla torre Menara Taming Sari (Taming Sari Tower), costituita da un belvedere rotante che arriva lentamente ad un'altezza di circa cento metri; il panorama è suggestivo, con tutta la città di Malacca ai piedi (il prezzo del biglietto è di 20 Ringgit a persona). Prima che si facesse sera, abbiamo nuovamente fatto due passi in Chinatown, tra le case d'epoca, i bar ed i negozietti in stile cinese, che sbucano dalle strette vie del centro storico. Dopodiché, partendo da Jonker Street (o Jonker Walk che fa lo stesso), siamo transitati davanti al Jonker Walk World Heritage Park (ove si notano le statue bronzee di alcuni animali, come ad esempio quella di un elefante, e la statua chiamata Datuk Wira Dr. Gan Boon Leong, dedicata al culturista più celebre di Malacca), poi abbiamo passato in rassegna alcuni piccoli templi cinesi, come l'Eng Choon Association, il tempio Wah Teck Kong (o Wah Teck Keong) ed il tempio Chin San Kong. Per concludere la giornata, siamo circolati davanti alla chiesa cristiana chiamata Church of St. Francis Xavier (lievemente storta in un lato) ed agli scavi dei resti del Bastion Victoria (il cui nome completo è Archaeological Research of The Fort of Malacca Sector IV Bastion Victoria).
- 2 Agosto 2013 - Malacca - Di prima mattina abbiamo fatto un giro nei dintorni del nostro hotel, vale a dire in Jalan Hang Tuah, passando davanti all'edificio dell'Università di Malacca (Kampus Bandar - Universiti Teknikal Malaysia Melaka). Da questo punto abbiamo preso un taxi che ci ha condotti nella zona della Collina di San Paolo (Bukit St. Paul - St. Paul's Hill), laddove si possono vedere le rovine di quei monumenti, costruiti dai portoghesi durante il loro dominio in città. In ordine abbiamo visto: il palazzo del Memorial Pengisytiharan Kemerdekaan (Proclamation of Independence Memorial), che è oltretutto un museo; la Porta di Santiago (Pintu Gerbang Santiago - Porta de Santiago) con il suo parco verde attorno; i giardini della Fort Terrace (in Jalan Istana); il Palazzo del Sultano (Istana Kesultanan Melaka - Malacca Sultanate Palace), replica dell'originale del XV secolo; il Forte Portoghese (fortezza nota col nome di A'Famosa, o A Famosa - Kota A Famosa - The Famous), ossia cioè che rimane della più antica roccaforte europea nel cuore dell'Asia, con i resti della Chiesa di San Paolo (St. Paul's Church, conosciuta anche come Chiesa di Nostra Signora dell'Annunciazione - Nossa Senhora da Annunciada - Our Lady of Grace, od Our Lady of the Hill), eretta nel 1521, che oggi si presenta praticamente sventrata con in piedi solo parte della facciata, all'interno della quale vi si trovano alcune lapidi portoghesi ed olandesi; per concludere con i paesaggi che si vedono dall'alto della collina. Nelle strette vicinanze della Collina di San Paolo, in mezzo ad altri palazzi e hotel, c'è il centro commerciale Dataran Pahlawan, dentro al quale abbiamo dato un'occhiata (ci è piaciuto il negozio di giocattoli "Toys 'R' Us"). Abbiamo poi proseguito in direzione della torre Menara Taming Sari, superata la quale, a due passi dagli alberghi di Jalan Syed Abdul Aziz, si giunge direttamente sulla battigia del mare dello Stretto di Malacca (che per la verità è tutt'altro che limpido e pulito). Nel pomeriggio abbiamo camminato un po' per il quartiere di Little India, sempre in centro, ma più defilato rispetto a Chinatown, vedendo alcune vie, i coloratissimi negozi e qualche moschea sparsa. Spiccano ad esempio il palazzo del "Galeri Golf Melaka - Melaka Golf Gallery" in Jalan Banda Kaba e la moschea chiamata Masjid Al-Hamideen. Per terminare la giornata, ci siamo inoltre concessi una visita (e qualche istante di shopping per i souvenir) tra i centri commerciali e le bancarelle della vasta Jalan Merdeka, sulla quale si affaccia il polo di negozi al coperto di Plaza Merdeka, praticamente di fronte alla torre Menara Taming Sari.
- 3 Agosto 2013 - Malacca / partenza per Kuala Lumpur e viaggio di ritorno verso Dubai - Prima di fare ritorno a Kuala Lumpur, per poi rientrare definitivamente a casa, abbiamo passeggiato ancora una volta per il centro di Malacca, tra Town Square ed i ponti sul fiume. In tarda mattinata abbiamo raggiunto la stazione dei bus con un taxi, abbiamo comperato i biglietti del pullman per la capitale malese e abbiamo aspettato l'ora della partenza, osservando qua e là gli esercizi commerciali presenti nella stazione. Da Malacca a Kuala Lumpur ci siamo serviti di un pullman della compagnia "Delima", che in poco meno di due ore ci ha portati a destinazione (ad un prezzo di 13 Ringgit a testa). Giunti alla stazione dei bus di Kuala Lumpur (la TBS Bandar Tasik Selatan, Terminal Bersepadu Selatan), con il treno KLIA Ekspres siamo andati in aeroporto. Un'ultima peculiarità del nostro viaggio è stata la scoperta dell'aeroporto, moderno e nuovo, con addirittura una piccola oasi di verde (KLIA Jungle Boardwalk). Nel pomeriggio siamo partiti con destinazione Dubai, ancora una volta a bordo del mostruoso Airbus A380 di "Emirates".
- 4 Agosto 2013 - viaggio di ritorno in Italia con scalo a Dubai - Al mattino prestissimo, dopo aver passato diverse ore all'interno del lussuoso aeroporto di Dubai, abbiamo preso la nostra coincidenza per Milano Malpensa, volando sempre con "Emirates". Nel tardo pomeriggio eravamo tornati dalla nostra avventura asiatica.
- Conclusioni - Il clima è stato caldo e umido, ma non più insopportabile di un'estate in Pianura Padana, per quanto riguarda le piogge sono state per fortuna poche, concentrate per lo più in temporali forti durante il periodo di Singapore. Va infatti ricordato che i nostri mesi più estivi corrispondono al periodo maggiormente secco, o per meglio dire meno piovoso, in Malesia e Singapore; altrimenti nel resto dell'anno le precipitazioni si verificano quasi ogni giorno. Di zanzare se ne vede qualcuna in Malesia, ma non certo in numero abbondante, mentre a Singapore non ne abbiamo incontrata nemmeno una (il repellente antizanzare ci è fortunatamente servito poco, nonostante avessimo comprato in Italia uno spray contro le zanzare tropicali). Per quanto riguarda invece il discorso sui bagni pubblici, ve ne sono tanti, ovunque si vada, soprattutto nelle stazioni della metropolitana, dei treni e degli autobus e nei centri commerciali; la pulizia e l'ordine sono assolutamente una costante dei luoghi pubblici di Malesia e Singapore. Probabilmente la cosa che ho apprezzato di più della Malesia, oltre alle bellezze architettoniche e naturali, è stata la pluralità religiosa e la pacifica convivenza che si avverte fra i vari gruppi etnici che la popolano. Abbiamo soggiornato presso il "Citin Hotel Masjid Jamek" di Kuala Lumpur e presso l'"Hallmark Leisure Hotel" di Malacca.

Foto di Kuala Lumpur      Foto di Kuala Lumpur      Foto di Kuala Lumpur      Foto di Kuala Lumpur      Foto di Kuala Lumpur
Foto di: KUALA LUMPUR
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Foto di: BATU CAVES / PORT KLANG / KLANG / PUTRAJAYA
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